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Centro studi delle fortificazioni dello stretto
La sfida Covid19

Felici per aver festeggiato il nuovo anno che era appena entrato e già, si registravano casi di persone affette da “Coronavirus” – poi catalogato COVID19.

          In principio, si è diffuso in Cina e l’impatto fu subito degno di attenzione e da li a poco, ecco che l’epidemia si fa strada, mettendo in ginocchio l’Asia.

         Pensando che tale epidemia poteva essere facilmente risolta, grazie alla preparazione indiscussa dei nostri medici e ricercatori, abbassarono la guardia e a febbraio come d’incanto, il virus arrivò in Europa su aerei di linea a insaputa di tutti.

        La diffusione fu veloce, gli ospedali non sono stati in grado di sopperire a tale emergenza, i morti che si sono registrati sono stati considerevoli da creare disservizi anche nei cimiteri del proprio paese. Per ovviare a tale aggravio, venivano spostati da un cimitero all’altro da autocarri medi dell’esercito, in quanto i centri per la cremazione erano saturi.

        Al dolore e alla consapevolezza di rendersi conto che una volta entrati in ospedale non si era più sicuri se sarebbero più tornati a rivedere i propri cari, la beffa di non poter ricevere i parenti o una frase di incoraggiamento dai propri cari. Infine, privato di un funerale.

        Ancora oggi alle soglie del terzo millennio, dove la maggior parte della popolazione, obbligata a stare in casa, cerca di capire come l’uomo dotato di mezzi e risorse, possa essere messo in ginocchio da un nemico a noi invisibile, ma tenace nel fare danno e a decimare la popolazione che in qualche modo si è trovato nel suo raggio d’azione.

       Ancora oggi, vengono ricordati i nostri caduti della seconda guerra mondiale e al lavoro incessante nel cercare di farli rientrare in Patria per assicurare loro una degna sepoltura (vds. Foto del 1950 rientro salme a Messina) presso il Sacrario di Cristo Re.

Spostamento salme dal Comune di Messina al Sacrario Cristo Re.

 

A confronto, gli stessi autocarri ma con destinazione diversa.

 

Stralcio articolo: Una processione lenta. Un corteo funebre per chi un funerale non può averlo. Su sei autocarri dell’Esercito sono arrivate ieri da Ponte San Pietro, comune a 9 chilometri da Bergamo, le salme di 33 vittime del Covid-19, destinate all’impianto crematorio del cimitero di Borgo Panigale. (Domanda che sorge spontanea e per coloro che hanno già un loculo presso le confraternite può essere data la possibilità di non subire lo stesso trattamento?).

          Da tutto ciò si percepisce che la pandemia è decisamente peggio di qualsiasi altro conflitto e che ci dovrebbe fare riflettere sui fatti e sul perché ancora oggi si registrano, nel mondo, focolai di guerriglia, quando basta un nulla per azzerare e rendere vani tutti gli sforzi raggiunti fin qui dai nostri scienziati, per assicurare un minimo di benessere e conseguente longevità.

          Altra riflessione va fatta sul cambiamento climatico, dove fatti ed eventi che hanno messo a dura prova il nostro territorio, non sono bastati a far capire ai grandi del terra che è arrivato il momento di un radicale cambiamento.

Occorre perseguire l’obiettivo primario che consiste nella salvaguardia del pianeta, rinunciando magari ai beni derivanti dal petrolio (la plastica) e ai derivati dell’acciaio. Sfida non facile, ma con uno sforzo incisivo, si potranno rivedere i parametri che prevedono forni perennemente accesi.

            L’unico mezzo efficace per contenere il contagio è stato quello di fare stare a casa intere comunità.

Il danno che stanno subendo i paesi coinvolti, non sono stimabili e per uscirne, occorre un vaccino. In attesa di ciò, bisogna rivedere gli ambienti di lavoro, privilegiando le fabbriche e a seguire gli altri settori, allo scopo di non avere un crollo economico. Una sfida che coinvolge tutti e se saremo tutti uniti nel perseguire obiettivi seri, mirati a far lavorare tutti gli italiani (evitando sterili sussidi), vedrete che ne usciremo da questo incubo migliori di prima, ma, senza dimenticare i nostri defunti che si sono trovati esposti a questa epidemia.

             L’associazione centro studi TRE TORRI nel ringraziare tutti i lettori, precisa che se ci fossero domande, segnalazioni, in merito all’approfondimento di tale argomento, potranno contattare tramite email.

Messina, 31 marzo 2020.

Stefano Sudano

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Tullio Covre: un asso dell’Aeronautica Italiana

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Schegge… di storia

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Vittorio Bottego e le esplorazioni in Africa

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PRESENTAZIONE WORKSHOP PETRAZZA

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Workshop Petrazza

LOCANDINA _PETRAZZA

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Cinque per mille

 

Aiutaci a valorizzare i colli cadesivi 2 copiae sovrastano le città dello stretto di Messina che rappresentano una verde area ricca di valori paesaggistici, storici e naturalisti, lungo i quali sono visibili le tracce del passato. Con il 5 x mille degli anni precedenti abbiamo ristrutturato la caponiera del forte Serro la Croce in Curcuraci Messina, dove abbiamo uno spazio espositivo sulle fortificazioni dello Stretto di Messina; oggi siamo presenti con il nostro spazio espositivo nella struttura dell’ex ricovero bunker antiaereo Cappellini in Viale Boccetta –contrada  Scoppo (ingresso autostrada),eccetto il lunedì è visitabile tutti i giorni .
Nella prossima dichiarazione dei redditi devolvi il 5 per mille dell’imposta sul reddito al Centro Studi Le Tre Torri. NON TI COSTA NULLA. Basta inserire con la tua firma nel primo riquadro, nell’area di sostegno alle organizzazioni non lucrative del CUD, mod. 730 o mod. UNICO il seguente codice fiscale: 9 7 0 6 4 5 7 0 8 3 7

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Notte della Cultura 4^ Edizione

25-26 febbraio 2012 dalle ore 21:00 alle ore 02:00 spazio espositivo “Uniformi delle Campagne D’africa – Vittorio Bottego” giorno 26 dalle ore 09:30 alle 13:30 visita della Batteria di Serro La croce Curcuraci spazio espositivo delle fortificazioni dello Stretto di Messina.

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150esimo del’Unità d’Italia

16 marzo 2011, mostra al liceo La Farina di Messina, esposizione di uniformi e cimeli dell’Esercito Umbertino fino I^ guerra mondiale e documentazione riguardante l’Unità d’Italia nel 50°, 100° e 150°.

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