Note storiche

Lo Stretto di Messina ha sempre svolto nella storia un importantissimo ruolo essendo una via di comunicazione marittima per l’Oriente, per questo le sue coste sono state luogo di sviluppo di scambi culturali e commerciali. Questa sua funzione lo ha reso nel passato oggetto di invasioni e di atti di pirateria, quindi un’area d’instabilità. Per far fronte a questa situazione sono stati creati efficaci sistemi di avvistamento e difensivi, a difesa delle popolazioni, di cui tutt’oggi vi è testimonianza, nonostante i terremoti, le guerre, e l’espansione disordinata dell’edilizia. La presenza di fortificazioni è tutt’oggi visibile e costituisce un patrimonio storico degno di una maggiore attenzione. Anche se troppo tardi si comincia a parlare di questi retaggi del passato (resti di imponenti muri o di forti) ed a valorizzarli. Forse potrà rimanere solo nel ricordo della memoria il ruolo dello Stretto di Messina, come luogo di importanti piazze d’armi, posti di frontiera, come tutta la Sicilia e la Calabria, tra il Cristianesimo e l’Islamismo, ma soprattutto come sede di centri commerciali e culturali per la civiltà, che hanno dato natali a tanti uomini e donne illustri che hanno dato il loro contribuito all’unità d’Italia e dell’Europa. Per questo le sponde dello stretto che accomunano la provincia di Reggio e di Messina sono ricche di una storia parallela da riscoprire conoscere e far conoscere.

Un po’ di storia sui Forti Umbertini

Nell’ottobre del 1880 il Ministro della Guerra generale Milon nominò una commissione permanente, presieduta da Luigi Mezzacapo prima e poi da Giuseppe Salvatore Pianel, per completare lo studio ed elaborare il secondo piano generale delle fortificazioni, che avrebbe tenuto conto anche dei nuovi probabili teatri di guerra per una più efficace difesa dell’Italia peninsulare contro operazioni di sbarco. A questo fine il Ministro indicava con urgenza i punti della costa tirrenica da fortificare compresa Messina e lo Stretto. Qui nello Stretto di Messina, punto di passaggio obbligato per il Mediterraneo settentrionale, lo Stato Maggiore dell’Esercito Italiano decise di realizzare un complesso di 20 fortezze che avrebbero costituito il limite invalicabile per quel nemico che avesse volto la prora verso questo tratto di mare.

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